#  ANAGOOR - LUCA ALTAVILLA

##  Povero diavolo - mal detto Arlecchino

#  ANAGOOR - LUCA ALTAVILLA

##  Povero diavolo - mal detto Arlecchino

###  Festival

- [Programma](https://operaestate.it/it/festival/programma)
- [Danza](https://operaestate.it/it/festival/danza)
- [Teatro](https://operaestate.it/it/festival/teatro)
- [Musica](https://operaestate.it/it/festival/musica)
- [Lirica](https://operaestate.it/it/festival/lirica)
- [BMotion 2026](https://operaestate.it/it/festival/bmotion)
- [Attività collaterali](https://operaestate.it/it/festival/attivita-collaterali)
- [Minifest](https://operaestate.it/it/festival/minifest)
- [Circo](https://operaestate.it/it/festival/circo)
- [Cinema](https://operaestate.it/it/festival/cinema)

 [Acquista Biglietto](https://www.vivaticket.com/it/ticket/povero-diavolo-mal-detto-arlecchino/300969)

 23 Luglio 2026 | 21.20

 Teatro Accademico,
 Castelfranco Veneto

 Prezzo intero € 15 / ridotto € 12

Accessibilità ![](https://operaestate.it/images/icon/accessiblita.png)

---

Condividi questa pagina

 [](https://www.facebook.com/sharer/sharer.php?u=https%3A%2F%2Foperaestate.it%2Fit%2Ffestival%2Fprogramma%3Fview%3Darticle%26id%3D5005%3Aanagoor-luca-altavilla%26catid%3D8)

 [](https://x.com/intent/post?text=ANAGOOR%20-%20LUCA%20ALTAVILLA%20-%20OperaEstate&url=https%3A%2F%2Foperaestate.it%2Fit%2Ffestival%2Fprogramma%3Fview%3Darticle%26id%3D5005%3Aanagoor-luca-altavilla%26catid%3D8)

---

di *Simone Derai, Luca Altavilla*
con *Luca Altavilla, Marco Menegoni*
regia *Simone Derai*
sound design *Mauro Martinuz*
dramaturg *Sergia Adamo, Lisa Gasparotto*
maschera *Alessandra Faienza*
costumi *Simone Derai, Sara Favero*
scene *Simone Derai, Elisabetta Ferrandino*
prodotto da *Thymele soc. coop. impresa culturale e creativa con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia*

*Prima nazionale*

Il nuovo lavoro di Anagoor con Luca Altavilla, è un canto all’attore, al briccone, al folle. Qui Arlecchino non è soltanto una maschera, ma un personaggio-uomo che interroga il presente: cosa può dirci ancora Arlecchino in un secolo tragico? *Povero diavolo* ne esplora la figura nella sua origine, tempi, geografie: nel corso della storia lo ritroviamo a guidare la schiera dei morti nei panni del demone Herlechinus, per poi entrare nel folklore medievale, legato al mondo delle superstizioni e dell’aldilà, fino ad assumere tratti del buffone nella tradizione letteraria. Dal Cinquecento Arlecchino entra in scena nella Commedia dell’Arte, ibridato con lo Zanni bergamasco nella forma e col nome che oggi conosciamo: servo vivace, spensierato, allegro, talvolta diabolicamente astuto, anche se la sua maschera nera conserva l’eco del demonio medievale, capace di suscitare insieme paura e gioia. La sua immagine stratificata si consolida nell’immaginario collettivo nell’Ottocento con il teatro popolare e di figura.
E arriviamo d’un balzo al Novecento. Arlecchino è l'ultimo uomo prima dell’omologazione di massa, Picasso lo utilizza come emblema di una poetica di resistenza dell'individuo contro la tragedia del presente. Enrico Baj nei Funerali dell’anarchico Pinelli inserisce un Arlecchino scomposto, frantumato ma ancora riconoscibile. Dunque Arlecchino non muore, ma si ricompone, ricuce i pezzi delle tragedie del passato dentro alla tragedia del (nostro) presente.
