Umberto Jiménez Ríos, messicano, classe 1990, è specializzato in funambolismo, giocoleria, manipolazione di cappelli e clownerie. Con El Aletreo, l’artista porta in scena uno spettacolo sorprendente in cui impersona Kalambres, un personaggio che accompagna il pubblico alla scoperta dei libri e delle infinite possibilità di meraviglia e gioco che da essi emergono. Tra letteratura, musica e divertimento, Kalambres ricorda a grandi e piccoli quanto sia bello giocare con la fantasia, essere trasportati da mondi immaginari senza paura di ridere e sentirsi anche ridicoli.
Summary: La storia dell’alluvione del Polesine del 1951 abbraccia la storia di una donna adulta, che
tra separazioni, cambiamenti, traslochi, mutui, ci racconta di un’alluvione al contrario, piena di case, oggetti, possibilità di scelta.
di e con Matilde Vigna aiuto regia Anna Zanetti dramaturg Greta Cappelletti progetto sonoroAlessio Foglia disegno luci Alice Colla costumi Lucia Menegazzo voce registrata Marco Sgarbi direttore tecnicoMassimo Gianaroli fonicoManuela Alabastro elericistaSergio Taddei oggetto di scena realizzato nel Laboratorio di ERT scenografa decoratrice Ludovica Sitti produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale foto di scena e ritratti Mario Zanaria si ringraziano Bruno De Franceschi, Massimo Vigna, Anna Paola Fioravanti, Adriana Malaspina, Luciano Trambaiolli e tutti coloro che ci hanno raccontato la loro storia
Spettacolo candidato ai Premi UBU 2022 come Nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica
Autunno 1951: piove. La piena del Po rompe gli argini e il Polesine diventa un enorme lago di 70 chilometri quadrati. Si fugge senza poter scegliere cosa portare, si fugge per poter tornare, si torna per ricominciare. Autunno 2021: piove. Una donna è alle prese con l’ennesimo trasloco, scandaglia le stanze, e decide di portare via tutto. Tutto quello che ha. Il monologo intreccia le due storie, la tragedia naturale e la tragedia personale: perdita, smarrimento, fuga delle proprie case da un lato – separazioni, traslochi, mutui dall’altro. Due storie che arrivano a fondersi insieme, una riflessione sullo sradicamento volontario e involontario, sui grandi e piccoli eventi che cambiano le nostre vite che si apre alla domanda: Sarebbe mai possibile per noi perdere veramente tutto? Una riflessione sulla perdita, sul possesso, su quello che resta.
Il progetto sonoro di Alessio Foglia crea l’ambiente in cui Matilde Vigna colloca le sue parole. Nella scena spogliata il suono ci accompagna, ci traghetta tra passato e presente, diventa presenza, luogo, evento. Il rumore della piena, l’eco dell’alluvione, il silenzio che resta. Fare i conti con il caos, con quello che non possiamo calcolare, con la paura di perdere tutto – è questo il centro tematico di una riga nera al piano di sopra, affrontato attraverso un lavoro di studio approfondito dell’alluvione del Polesine del 1951, attraverso le parole di chi ha vissuto il disastro allora e l’ironia di una donna di oggi, che guarda al proprio disastro precario, personale e generazionale, cercando nuove possibili strade.
Chiude il programma di B.Motion Musica, un duo musicale con sede a Seoul, che sfida le possibilità sonore dei più noti strumenti a corda tradizionali coreani: il gayageum e il geomungo. Etereo e ultraterreno, Dal:um crea un avvincente mondo sonoro che custodisce dinamiche sottili e lo spazio tra le note, in un dialogo tra pratiche tradizionali e sperimentali. Sebbene sia Suyean che Hyeyoung suonassero musica tradizionale coreana sin dalla loro infanzia, dal loro incontro nasce un desiderio condiviso di estendere le tecniche e i confini dei loro strumenti e di sviluppare un proprio repertorio distintivo. "Il significato letterale di Dal:um è 'continuare a perseguire qualcosa' e trasmette la nostra passione per la musica", racconta Hyeyoung. Simile a una traduzione della pittura tradizionale asiatica e del suo intrinseco dialogo (e armonia) tra vuoto e pieno, la musica meravigliosamente bilanciata ed espansiva di Dal:um è definita da dialoghi ispirati e paradossi creativi tra silenzio ed espressione, contemporaneo e tradizionale, pieni e vuoti, simili e diversi.
Summary: Ultimo appuntamento dedicato ai giovani talenti della musica classica con il violoncellista Luca Giovannini e il pianista Leonardo Colafelice.
A conclusione della sezione dedicata ai giovani talenti della classica, il duo formato dal violoncellista Luca Giovannini, allievo di Brunello, Sollima, Capuçon e dal pianista Leonardo Colafelice, entrambi premiati in prestigiose competizioni internazionali. Brillante il programma che comprende due brani di Chopin: la Polonaise brillante op. 3 di grande tecnica e bellezza e l’Etude Op. 25 N°7; la Phantasiestücke Op. 73 di Schumann dalla scrittura strumentale preziosissima; e di Rachmaninov la Sonata Op. 19, densa di colori drammatici e ricca di effetti virtuosistici.
Programma:
Fryderyk Chopin Introduzione e polacca brillante in do maggiore op. 3 Etude Op. 25 N°7 in do diesis minore: Lento Robert Schumann Phantasiestücke Op. 73 Sergej Rachmaninov Sonata in sol minore per violoncello e pianoforte, op. 19 Lento - Allegro moderato Allegro scherzando Andante Allegro mosso
Luca Giovannini, nato nel 2000, si è diplomato nel 2017 con 10 Lode e Menzione D’Onore con il M° Luca Simoncini. Numerosi sono i premi che si è aggiudicato, molti i Primi premi assoluti:uno dei piu importanti è stato al prestigioso J. Brahms Competition Austria, (unico italiano ad averlo vinto). Ha preso parte a varie master Class e collaborato con grandi maestri come Enrico Dindo, Giovanni Sollima e Pier Narciso Masi e si è esibito in importanti manifestazioni concertistiche come la stagione "Verdi Talenti" di Busseto, alla Gstaad String Academy (CH) e in vari teatri Brahms Saal des Musikvereines di Vienna.
Leonardo Colafelice, nato nel 1995 è allievo del M° Pasquale Iannone presso il Conservatorio di Musica “N. Piccinni” di Bari. Nonostante la sua giovanissima età ha già conseguito, tra il 2005 ed il 2012, oltre 50 primi premi in competizioni nazionali ed internazionali tra cui il Torneo Internazionale di Musica (TIM) edizione 2010. E' stato finalista alla XIV edizione della Arthur Rubinstein International Piano Master Competition di Tel Aviv, dove ha ottenuto ben 3 premi speciali: premio come miglior interprete del Concerto classico; premio come miglior interprete di una composizione di Chopin; "Advanced Studies Grant" per il più notevole pianista sotto i 22 anni. Ha suonato, inoltre, con numerose e prestigiose orchestre tra cui Cleveland Orchestra, Rochester Philharmonic Orchestra, Aarhus Symfoniorkester.
Leonora Armellini, pianoforte Miriam Costa, flauto Erika Rampin, oboe Daniel Roscia, clarinetto Manuel Cester, fagotto Dario Venghi, corno Musiche di A. Roussel, F. Poulenc, L. Thuille
Il secondo appuntamento dedicato ai giovani talenti della classica, vede protagonisti uno straordinario Quintetto di fiati composto da giovani musicisti in piena affermazione, con la pianista Leonora Armellini. Prima musicista donna premiata al Concorso Chopin di Varsavia, si esibisce sin da giovanissima come solista e con numerose orchestre in prestigiose sale in tutto il mondo. Propongono tre Sestetti composti tra fine ‘800 e primi ‘900 dai compositori francesi: Albert Roussel, vicino alla rinascita impressionista, Francis Poulenc riecheggiante lo stile popolare del music-hall e Ludwig Thuille, ancoraprettamente romantico.
Programma:
Albert Roussel Divertimento op. 6 Francis Poulenc Sestetto FP100 Allegro vivace Divertissement Finale Ludwig Thuille Sestetto op. 6 Allegro Scherzo Adagio Finale
Leonora Armellini è stata una giovanissima vincitrice del “Premio Janina Nawrocka” per la “straordinaria musicalità e la bellezza del suono” al Concorso Pianistico Internazionale “F. Chopin” di Varsavia (2010). L'esito è stato brillantemente confermato nell'edizione del 2021, con un Quinto Premio che ne fa la prima donna italiana ad aver scalato le vette della competizione considerata come il vertice del pianismo mondiale. Nel 2005 vince all’unanimità il XXII Premio Venezia, riservato ai migliori diplomati dei Conservatori italiani, e prosegue la sua formazione con Sergio Perticaroli presso l’Accademia di S. Cecilia di Roma, diplomandosi con lode all’età di diciassette anni e diventando così la più giovane laureata presso la prestigiosa istituzione. Attualmente è docente di Pianoforte presso il Conservatorio “A. Buzzolla” di Adria.