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TIMSHEL. Nessuna risposta oltre la tua.

  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Matteo Fiorucci/ Massimiliano Burini
  • Data evento: 27-08-2021
  • Dove: Sala Jacopo da Ponte
  • Prezzo: € 5
  • Orario: 22.30
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  • Tipologia: Teatro
  • Acquista Biglietto: Acquista Biglietto

Progetto vincitore del bando Antenne

drammaturgia e regia
Massimiliano Burini
Matteo Fiorucci
con
Adele Cammarata
Verdiana Costanzo
suono Gianfranco De Franco
direzione tecnica Guido Pastorino
scenografia Francesco Fassone
video Matteo Svolacchia

produzione La Corte Ospitale
Progetto vincitore del bando Antenne – La Corte Ospitale

In un futuro dove il mondo così com’è ora non esiste più, l’uomo, ormai sulla soglia del baratro, ha affidato ad una intelligenza artificiale il ruolo di tentare un nuovo inizio. Il suo
nome è E.V.A (Entità Virtuale Analitica) e nei suoi algoritmi è forse custodita la possibilità umana di tornare a popolare la terra, dopo la sua fine. Già dall’ingresso il pubblico si trova in un luogo altro: una camera generativa, nella quale un nuovo prototipo di essere umano viene creato, osservato e testato dall’entità digitale.
All'interno di questa camera, è sospeso un bozzolo semitrasparente con all'interno un essere umano, controllato da
una telecamera. Quando il sipario si apre, si assiste così a una nascita, di un venire al mondo, un mondo evidentemente diverso ma non così distante. Il prototipo muove i suoi primi passi dentro questo spazio nel quale tutto è possibile perché sconosciuto, uno spazio nel quale si aprono vere e proprie finestre sul mondo del passato, su quello del presente e, soprattutto, del futuro. In questo spazio di possibilità, il prototipo apprende, agisce e reagisce agli stimoli dell’Entità Virtuale e degli spettatori. Ciò che avviene sulla scena è una crescita fatta di evoluzioni e regressioni, sia biologiche sia emotive: il prototipo si scopre e chiede di aiutarlo a diventare ciò che potenzialmente potrebbe essere, proprio come potrebbe avvenire con un figlio o una figlia, con tutti i rischi e le meraviglie che l’intraprendere questo viaggio comporta.

B.MOTION, Teatro

  • Visite: 2354

CORCOVADO

  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Luigi De Angelis, Michele di Stefano, Lorenzo Gleijeses, Körper
  • Data evento: 27-08-2021
  • Dove: Chiesa di San Giovanni
  • Prezzo: € 5
  • Orario: 19.30
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  • Tipologia: Teatro

Una performance di: Luigi De Angelis, Michele Di Stefano
Con: Lorenzo Gleijeses, Manolo Muoio
Coreografia: Michele Di Stefano
Regia, scene: Luigi De Angelis
Cura del corpo: Biagio Caravano
Macchinista e movimenti di scena: Giovanni Cavalcoli
Sound design: Luigi De Angelis, Claudio Attonito
Sistema interattivo: Claudio Attonito, Damiano Meacci
Tecnico audio e supervisione tecnica: Vincenzo Scorza
Consulenza hardware: Damiano Meacci
Consulenza oggetti di scena: Maria Alberta Navello
Realizzazione scenotecnica: Fratelli Giustiniani

Corcovado fa parte, assieme a Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa, del progetto 58°Parallelo Nord, a cura di Lorenzo Gleijeses
Produzione: Körper
Coproduzione: Gitiesse Artisti Riuniti
Con il sostegno di: MADRE | Museo d'arte contemporanea di Napoli

Corcovado è una performance frutto di un lavoro di ricerca e esplorazione condiviso da Lorenzo Gleijeses con Luigi De Angelis e Michele Di Stefano, che ne hanno curato la regia e la coreografia traendo ispirazione dal tema del viaggio e dal desiderio nostalgico di un “Altrove”. Un desiderio che affrontano ricostruendo un non-luogo per eccellenza: la sala di consegna bagagli di un “qualche” aeroporto del mondo. Uno spazio dell’attesa, dell’arrivo e del passaggio, dell’anonimato e dell’incontro fugace, della relazione con un presente connesso con mondi esotici lontani. La messa in scena vede Lorenzo Glejieses (attore e performer) al centro di un’azione in cui il corpo e il gesto coreografico diventano oggetto tra i tanti oggetti: tracce, memorie, scarti, “cose-gesti”, “cose-oggetti”, “cose-corpo”, in cui non sia possibile arrivare mai a un approdo consolatorio. Controparte e artefice del sogno è l’onnipresente figura di un guardiano silente (Manolo Muoio, attore e performer) e custode del luogo.
Corcovado fa parte, insieme a Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa, del progetto 58°Parallelo Nord, a cura di Lorenzo Gleijeses. Iniziato nella primavera del 2015, il progetto ha riunito, in una sorta di “cantiere teatrale aperto”, Eugenio Barba e Julia Varley (Odin Theatret) Luigi De Angelis e Chiara Lagani (Fanny & Alexander), Michele Di Stefano e Biagio Caravano (MK), chiamati a intervenire su alcuni materiali proposti da Lorenzo Gleijeses e dal musicista Mirto Baliani.

B.MOTION, Teatro

  • Visite: 2529

SIAMO TUTTI CANNIBALI

  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Teatro Delle Albe
  • Data evento: 28-08-2021
  • Dove: Teatro Remondini
  • Prezzo: € 5
  • Orario: 21.00
  • Eventi Correlati: a:1:{i:0;s:5:"10581";}
  • Tipologia: Teatro
  • Acquista Biglietto: Acquista Biglietto

Prima Nazionale

con
Roberto Magnani voce
Giacomo Piermatti contrabbasso
musica Giacomo Piermatti, Andrea Veneri

live electronics e regia del suono
Andrea Veneri

produzione Teatro delle Albe / Ravenna Teatro
in collaborazione con Festival Crisalide,
Operaestate Festival, Associazione
Perda Sonadora-Seneghe, Cisim

residenza artistica Masque Teatro,
Ultimi Fuochi Teatro

Un tentativo di dare voce e musica ad alcuni frammenti del romanzo Moby Dick di Herman Melville: una sinfonia in cui il contrabbasso diventa la voce dell’intero Pequod, pervaso
dagli scricchiolii del ponte sotto i piedi dell’equipaggio, come dal furioso sbattere di code degli squali affamati contro la prua. Una sinfonia in cui la musica, creando uno spazio sia emotivo che fisico, tenta di manifestare tutto quello che le parole lasciano intuire, mentre la voce viene amplificata per variarne l’enfasi o la crudezza. Una voce che mette in luce anche la particolarità della lingua: Melville ne inventa una – la “lingua della Balena”, la chiama Deleuze – che stravolge l’inglese.
Per questo, la scelta, per la versione italiana, ricade sulla traduzione di Cesare Pavese, primo traduttore del romanzo in Italia, che riuscì a creare una musicalità forte della sua lingua non databile, sospesa nel tempo come poesia. “La storia di Moby Dick è presto detta: un equipaggio di quaranta uomini salpa dall’isola di Nuntacket per andare a caccia
di balene. A capitanare questa nave, il Pequod, c’è Achab, ossessionato da una balena bianca, che gli ha strappato via una gamba. L’ossessione del capitano Achab porterà alla distruzione del Pequod e alla morte di quaranta uomini. Uno solo rimarrà in vita e ci racconterà questa storia: Ismaele. Moby Dick non è solo la storia di un viaggio a caccia di balene, compiuto realmente da Melville, ma è uno sprofondare nell’Abisso, l’abisso che abita ognuno di noi” (Roberto Magnani).

B.MOTION, Teatro

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LE PAROLE NON SANNO QUELLO CHE DICONO

  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Marta Dalla Via
  • Data evento: 28-08-2021
  • Dove: Sala Jacopo da Ponte
  • Prezzo: € 5
  • Orario: 22.30
  • Eventi Correlati: a:1:{i:0;s:5:"10581";}
  • Tipologia: Teatro
  • Acquista Biglietto: Acquista Biglietto

Prima Nazionale

regia Marta Dalla Via

con Marta Dalla Via
Giuseppe Roberto Di Fresco
produzione La Piccionaia

Un “raffinato spettacolo triviale interamente dedicato a loro: le pecore nere del linguaggio”. Una nuova drammaturgia, incentrata sulle parole e sui loro effetti collaterali, sulla consapevolezza di chi le pronuncia ma anche sul peso specifico della comicità.
Uno spettacolo urgente e necessario in questo periodo in cui il dibattito sui confini della libertà di espressione è centrale: sia a causa di internet e dei social, sia per la discussa utilità del politicamente corretto, e per le più recenti proteste contro la mascherina, vista come bavaglio piuttosto che come salvezza. Un’epoca in cui “parole in libertà” qualche volta significa semplicemente “a vanvera”: migliaia e migliaia di persone vengono offese, umiliate, discriminate, e migliaia e migliaia di persone nel mondo offendono, umiliano, discriminano, e condannano attraverso certe parole. E quindi, si chiede Marta Dalla Via: è più importante cambiare le parole o le cose che quelle parole intendono?
“Impreco quando cittadini al di sopra di ogni sospetto protagonisti di episodi mediaticamente controversi, si autoassolvono dicendo “era solo una battuta”. Una battuta, se davvero è una battuta, non è mai solo una battuta. Ogni vero comico lo sa. Le vere battute sono quelle che dicono all’imperatore che è nudo. […] La scrittura di una buona battuta è un processo davvero complesso fatto di pratica, matematica, ritmo e impertinenza. Come al circo: il numero funziona se l’acrobata lo fa sembrare facile”. (Marta Dalla Via)

B.MOTION, Teatro

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ACHAB

  • Accessibilità: Si
  • Sottotitolo: Ullallà Teatro/ Din Don Down
  • Data evento: 30-08-2021
  • Dove: Teatro Remondini
  • Prezzo: € 5
  • Orario: 21.00
  • Eventi Correlati: a:1:{i:0;s:5:"10581";}
  • Tipologia: Teatro
  • Acquista Biglietto: Acquista Biglietto

messa in scena e regia Pippo Gentile

con Genni Arsie, Roberto Costa, Denis Dissegna, Giovanni D'Ippolito, Federica Lanzarini, Federia Nassi, Anna Roman, Tiziana Sasso, Michele Stella, Pippo Gentile
ambientazioni sonore e live set
Manuel Mocellin
live visual mix Alberto Gottardi
assistente di scena Adriana Sasso

Spettacolo selezionato al Festival Nazionale “Lì sei vero” a Monza, e vincitore dei premi come miglior spettacolo, migliore attore e migliore attrice, ACHAB affronta il testo di
Melville, Moby Dick, come una metafora dell’umanità e dei suoi dilemmi, impersonandoli di volta in volta nell'animale mitico che è la balena bianca o nell'uomo che per tutta la
vita ha un pensiero dominante: quello di trovare la verità e per questa via, eventualmente, di abbattere il male o almeno definirlo, dargli un nome. Andare in profondità, immergersi, sono i punti di vista da dove guardare non solo alla disabilità, ma anche a tutte le cose della vita in un modo diverso. “Moby Dick non è stato un processo creativo "controllato", ma
crebbe in certo modo sotto la penna di Melville, cambiando per strada fisionomia, struttura e ambizioni. La sua vertiginosa metamorfosi in allegoria solenne e altissima, fu qualcosa che Melville dovette capire per strada: una possibilità che gli si spalancò davanti quasi d'improvviso, e che lui ebbe il coraggio di non rifiutare. Questa stessa sfida accompagna da diversi anni l'approcio creativo di DinDonDown Teatro ed ecco quindi che la sfida si rinnova anche qui, in questo grande romanzo mitologico che si specchia nella contemporaneità: il capitano Achab insegue Moby Dick per sete di vendetta, è chiaro, ma, come succede in ogni infatuazione d'odio, la brama di distruggere appare quasi una brama di possedere, e di conoscere.” (Pippo Gentile)

B.MOTION, Teatro

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