ZOO - PLATFORM K
Where Is Everybody?
ZOO - PLATFORM K
Where Is Everybody?
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concept, direzione Thomas Hauert
ricerca, creazione Anna Dujardin, Thomas Hauert, Sarah Ludi, Anthony Quintard, Oskar Stalpaert, Samantha van Wissen, Mat Voorter
performer Anna Dujardin, Anthony Quintard, Oskar Stalpaert (Platform K), Thomas Hauert, Sarah Ludi, Samantha van Wissen, Mat Voorter (Zoo)
costumi Bernhard Willhelm
scenografia Chevalier-Masson
luci Bert Van Dijck
suoni Guitar Bart Celis, If Sound Matters
produzione ZOO, Thomas Hauert, Platform-K
coproduzione Charleroi danse, Centre Chorégraphique de la Fédération Wallonie-Bruxelles, Comédie de Genève, VIERNULVIER, STUK, Théâtre Les Tanneurs and DC&J Création
Studio Charleroi danse, Centre Chorégraphique de la Fédération Wallonie-Bruxelles, VIERNULVIER, P.A.R.T.S., Rosas, Tictac Art Center
con il supporto di Ein Kulturengagement des Lotterie-Fonds des Kantons Solothurn, Fédération Wallonie-Bruxelles – Service de la danse, Pro-Helvetia, Fondation suisse pour les arts, Stad Gent, Tax Shelter Belgian-Federal Government and Inver Tax Shelter, Vlaamse Overheid
Con il sostegno di Prohelvetia e di Wallonie Bruxelles Theatre Danse

Dopo aver lavorato come danzatore con Anne Teresa De Keersmaeker, David Zambrano e Pierre Droulers, Thomas Hauert, originario della Svizzera, ha fondato la sua compagnia ZOO a Bruxelles nel 1998. Da allora la compagnia ha creato più di 20 opere, rappresentate in tutto il mondo. Il progetto Where Is Everybody? nasce dall’incontro tra Zoo e Platform-K di Gand, che lavora con artisti con disabilità. Un incontro che ha permesso di condividere tecniche e vocabolari del movimento e favorire interazioni spontanee e complesse tra danzatori, spazio e musica. Da qui il desiderio di approfondire un approccio creativo, collaborativo e interattivo alla coreografia, lavorando con un gruppo misto di sei danzatori e sviluppando un lavoro coreografico per la scena. La musica, selezionata per la sua risonanza emotiva con gli artisti, è diventata un motore, ha ispirato i movimenti, strutturato lo spazio, sostenuto la drammaturgia come la colonna sonora di un film. Un lavoro che non intende semplicemente dare visibilità a corpi spesso esclusi dalla scena, ma consente loro di trasformare la nostra concezione di creazione, alterità e presenza.