voce ed effetti Noemi Fiorucci chitarra elettrica Michele Zanasi organo Farfisa, campionatore e bass synth Giulio Stermieri batteria ed elettronica Francesca Remigi produzione BACÀN coproduzione Operaestate
Prima Nazionale
ASSEMBLAGGI rimanda alla pratica dell'assemblage in cui un manufatto tridimensionale viene prodotto mettendo insieme oggetti di varia provenienza; in questo caso le composizioni proposte raccolgono materiali musicali di tutti e quattro i musicisti, sollecitati da questioni sociali contemporanee sentite come inderogabili. Il titolo del concerto è omonimo a quello dell’album di prossima uscita nato da BIT, quarta residenza artistica BACÀN e svolta nel 2024 tra Vicenza e Bassano.
di e con Anna Basti foto di copertina Fabio Artesi
Cosa succede se alla danza classica si tolgono il bianco, le sbarre, gli inchini, gli specchi, le punte, il legno, i repertori, i sorrisi forzati? Cosa succede se viene riversata negli spazi della città? Se diventa strumento per tutti i corpi possibili e immaginabili? Con Le classique c’est chic ci si muove dentro il paesaggio urbano, mantenendo la struttura della tipica lezione di danza classica, declinata però nell’arredo e negli spazi della città. Bassano viene ripensata come un enorme spazio per diagonali e manège, dove la tecnica classica è a disposizione di tutti, come magnifico strumento di comprensione del corpo.
coreografia Andrea Costanzo Martini interpreti Francesca Foscarini, Andrea Costanzo Martini testi Francesca Foscarini, Andrea Costanzo Martini
Anteprima Nazionale
Qual è il prezzo dell’intrattenimento ad ogni costo? E quanto è disposto a dare un performer in cambio dell’amore del pubblico? Con leggerezza, ironia e molta fantasia questo lavoro si propone di esplorare cosa si nasconde dietro all’immagine patinata di chi danza: duro lavoro, dinamiche di potere e limiti imposti dall’età che avanza e dal corpo che si indebolisce. La ricerca artistica di Andrea Costanzo Martini esplora la fisicità estrema e la teatralità dell'atto performativo, analizzando l'equilibrio di potere tra danzatori e spettatori durante uno spettacolo, giocando con le aspettative legate alla danza. Suddivisa in tre parti, la creazione s’ispira al mondo dei cavalli da competizione, osservati in vari momenti della loro vita. Il cavallo come animale amato e ammirato, ma anche ingabbiato e maltrattato. Simbolo di libertà, bellezza e forza. Come una ballerina.
di e con Ascanio Celestini musica e voce Gianluca Casadei voce Agata Celestini immagini dipinte Franco Biagioni suono Andrea Pesce luci Filip Marocchi organizzazione Sara Severoni produzione Fabbrica srl, Fondazione Musica per Roma, Comitato Greccio 2023, Teatro Carcano Milano commissionato da Comitato Nazionale Greccio 2023 in occasione dell'ottavo centenario del presepe di Francesco a Greccio, 1223 - 2023 distribuzione Mismaonda
“Ma perché ci affascina ancora dopo otto secoli? E dove lo troveremmo oggi Francesco? Forse tra i barboni che chiedono l’elemosina nel parcheggio di un supermercato?”
Ascanio Celestini dedica alla figura di San Francesco il suo racconto Rumba - L’asino e il bue del presepe di San Francesco nel parcheggio del supermercato. Considerato un uomo controcorrente dai contemporanei poiché da ricco scelse, non solo di vivere la vita in assoluta povertà, ma di farsi anche servo di quei poveri a cui scelse di avvicinarsi. Un cavaliere che scelse di non prendere parte alla guerra e che, da frate, in tempo di crociate, si recò in Terra Santa predicando la pace e la fratellanza. A Francesco si deve anche l’invenzione del Presepe, allestito per la prima volta a Greccio nel Natale del 1223 con un bue, un asino e una mangiatoia. Lo fece per dimostrare che Gesù era nato povero, in un paese povero.
Sul palcoscenico c’è Ascanio Celestini che racconta e Gianluca Casadei che suona, ed insieme immaginano come il Santo vivrebbe la povertà nell’Italia contemporanea. Celestini racconta il Francesco di oggi, che trova i suoi compagni per strada, tra le case popolari o nel parcheggio di un supermercato. I protagonisti di Rumba vivono in un condominio di qualche periferia italiana e si raccontano quello che gli succede nella loro invisibilità. Nella povera gente del loro quartiere riconoscono facce e destini analoghi a quelli degli ultimi che Francesco ha incontrato otto secoli fa che, oggi come ieri, nessuno vede.
NOTE Fino al 20 giugno, disponibile in abbonamento fisso teatro ad € 50,00: clicca qui Tre eventi inclusi: Gaia Nanni, regia di Giuliana Musso in La notte dei bambini 13/07 Elio Germano e Teho Teardo in Il sogno di una cosa 25/07 Ascanio Celestini in Rumba 05/08
coreografia e interprete Fanny Brouyaux assistente alla coreografia Jason Respilieux, Julia Farber disegno luci Quentin Maes musica Patrick Belmont, Yann Leguay assistenza e consulenza drammaturgica Louis Combeaud consulenza drammaturgica David Séchaud, Sophie Guisset, Angela Rabaglio, Micaël Florentz, Baptiste Conte costumi Rose Alenne Voleau make-up Colette Menet
Prima Nazionale
Ex violoncellista della P.A.R.T.S, la scuola di Anne Teresa De Keersmaeker, danzatrice e coreografa, Fanny Brouyaux, nata a Bruxelles, è interessata a uno degli aspetti viscerali del movimento romantico: l'accordo sensibile. To Be Schieve or a Romantic Attempt è il risultato di un paziente e magistrale lavoro ritmico, che spazia dalla tensione fisica alla meccanica degli stati emotivi. Sulla colonna sonora dei Capricci di Niccolò Paganini, questo gioco di parole sul termine “schieve”, che a Bruxelles significa “contorto” o “pazzo”, esplora l'attrito tra i gesti tecnici e i movimenti incontrollati durante gli attacchi di spasmofilia: gesti di memoria che permettono al corpo di espellere lo stress post-traumatico. Un assolo al crocevia tra danza e performance, che sviscera il vocabolario coreografico del gesto nervoso, indagando nei minimi dettagli tra l’apparente familiarità e l’apparente estraneità di uno stesso gesto.
Con il supporto di Wallonie Bruxelles Theatre Danse