Ludwig van Beethoven Sonata per pianoforte n. 30 in mi maggiore, op. 109
Vivace, ma non troppo Prestissimo Andante molto cantabile ed espressivo Franz Schubert Sonata per pianoforte in la maggiore, D. 959 Allegro Andantino Scherzo. Allegro vivace con Trio Rondò. Allegretto
L’ultimo appuntamento con i Giovani Talenti vede protagonista Filippo Gorini, vincitore del prestigioso “Premio Abbiati“ come miglior solista del 2022, affermandosi, a soli 27 anni, come uno dei più interessanti talenti della sua generazione. Vincitore di numerosi e prestigiosi concorsi internazionali, si è già esibito con grande consenso in alcune delle più prestigiose sale internazionali. È stato lodato da Andrei Gavrilov come “un musicista con una combinazione di qualità artistiche rare: intelletto, temperamento, ottima memoria, immaginazione vivida e grande controllo”. Eseguirà due tra le massime opere di tutta la letteratura pianistica: la Sonata n. 30 in mi maggiore op. 109, la prima del gruppo delle ultime tre di Beethoven, ove si definisce il suo cosiddetto terzo stile: assoluta libertà fantastica, abbandono di ogni residuo gesto drammatico, liberazione da ogni passione contingente, e intensa contemplazione. Tre i movimenti: un ondeggiante e carezzevole Vivace ma non troppo, un fantastico Prestissimo e un Andante molto cantabile ed espressivo che nel corso di sei successive Variazioni, viene gradatamente dissolto e sublimato, avvolto in una sublime luce trasfiguratrice. Anche la Sonata di Schubert fa parte del gruppo delle ultime tre che il compositore scrisse nel suo ultimo anno di vita. Rimangono tra le massime opere di tutta la letteratura pianistica, di una grande semplicità d'invenzione, e di una assoluta purezza lirica in cui si manifesta il vero carattere distintivo del romanticismo schubertiano.
creazioni selezionate per la Vetrina della giovane danza d’autoreeXtra 2023 - Network Anticorpi XL
Una selezione di tre lavori dalla Vetrina della giovane danza d'autore del Network Anticorpi XL che supporta la nuova generazione della danza italiana. Michele Scappa s’ispira all’omonima opera fotografica di Ettore Sottsass, per una ricerca coreografica sull’unicità dei luoghi, sulla natura e sull’ambiente; Martina Gambardella celebra l’origine del movimento, cogliendo il potenziale e la forza generativa dello spazio dal quale esso emerge; mentre Pierandrea Rosato intesse un dialogo tra movimento, spazio e tempo, con il ritmo della danza simile a una conversazione.
Ore 17.00, Chiostro del Museo Civico There is a Planet Idea Michele Scappa Performer Emanuel Santos Musica originale Francesco Giubasso Produzione Company Blu
Un solo corpo centralizza gli sguardi, ma li porta ad osservare i dintorni. La materia è densa e forte, ma anche delicata e frammentata. Il suono si fa ambiente, ma ne definisce gli spazi. La voce emerge, ma svanisce pian piano. Un solo corpo, ma molte vite. L’indagine prende ispirazione dalla mostra fotografica di Ettore Sottsass presso Triennale Milano (2017-18), da cui deriva l’omonimo titolo. Sono fotografie, scattate in quarant’anni di viaggi intorno al mondo, che riguardano l’abitare e in generale la presenza dell’uomo sul pianeta: tra le pagine scorrono gli scenari incontaminati della natura (panorami di fiumi, foreste, distese marine, rocce) e immagini di architetture, case, persone, situazioni particolari, profondamente umane. Una ricerca intrinseca al luogo, che si distanzia dall’ambiente teatrale, attraverso un’indagine del corpo negli spazi. Un corpo che si abbandona, che osserva, che include, che comunica. Restituire al mondo umanità. Allo stesso tempo proporre uno sguardo che deraglia dall’antropocentrico e si poggia sul fuori, sulla natura e sull’ambiente.
Ore 18.00, Sala interna Museo Civico Mute Coreografia e danza Martina Gambardella Musiche originali e sassofoni Giuseppe Giroffi Oggetti e batteria Stefano Costanzo Produzione CodedUomo Sostenuto tramite residenza creativa da Associazione Sosta Palmizi Progetto selezionato per il bando Boarding Pass Plus 22-34 col supporto di ASSOCIAZIONE AREA06/SHORT THEATRE in collaborazione col Festival d’Automne a Paris con il sostegno del CENTQUATRE-PARIS e l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.
Ricerca selezionata per i bandi Più_Erbacce ed Around a process of Making-Festival Marosi di Stromboli 2022.
Cosa succede se resistiamo alla tentazione di completare troppo presto il gesto e ci concediamo il tempo per contemplare ed espandere lo spazio dal quale il movimento sta sorgendo? Mute nasce dal desiderio di celebrare l’origine del movimento, cogliendo il potenziale e la forza generativa dello spazio dal quale esso emerge. Il lavoro volge lo sguardo allo spazio della relazione tra i corpi e si mette in ascolto del continuo discorrere silenzioso con i punti e i luoghi di contatto con l’altrə da sé. La materia dell’origine emerge così come desiderio costante di congiunzione, e come forza in grado di trasformare lo spazio di mezzo in un tracciato tattile e risonante di connessioni.
Ore 19.00, CSC San Bonaventura Infieri Di e con Pierandrea Rosato Luci Pierandrea Rosato Costumi Pierandrea Rosato Musica Nina Simone Produzione Sosta Palmizi Creazione per la serata Junge choreogrph*innen, Folkwang Universität der Künste
Il silenzio va inteso come l'ascolto del movimento nel momento contingente, che si produce solo in uno stato di necessità e in uno spazio vuoto. L’unico vero soggetto di Infieri è la coreografia. Con essa il danzatore dialoga con se stesso, producendo volumi negativi, e con la stanza vuota, attraversandola nella sua densità. Il ritmo è scandito semplicemente dalla danza, spesso gestuale, che si rivela simile a una conversazione, a tratti concitata, in cerca di una risposta. Le diverse qualità di movimento conferiscono al solo una forza assertiva. Infieri è la ricerca di una consapevolezza, sicuramente l’esigenza di proseguire. Un viaggio verso se stessi per venir fuori da sé, in un tempo apparentemente in stasi, ma liquido, scorrente.
Summary: Una nuova sfida per i dancers che abitano ogni settimana gli spazi di Villa Parco Bolasco, accompagnati dalle insegnanti locali e dal coreografo Matteo Marchesi
Coreografo: Matteo Marchesi Assistente alla coreografia: Elena Sgarbossa Interpreti: Gruppo DanceWell Castelfranco Veneto Styling: Matteo Marchesi Produttori/Co-produttori: Zebra, Operaestate Festival Veneto
Per la seconda volta in scena, la comunità dei Dance Well Dancers di Castelfranco Veneto, attiva nella pratica da inizio 2022, è impegnata nella nuova creazione guidata dal coreografo Matteo Marchesi: S. Concert.
"Un po' sconcerto" è un progetto di performance che si sviluppa, all'interno della comunità DanceWell di Castelfranco Veneto, fondendo improvvisazione ed espressività individuale attraverso il movimento, l’ascolto e l'uso della maschera. Questo lavoro ricerca una grazia scompigliata e la bellezza dell'individualità scomposta verso una poesia vivace che si espande. In "Un Po' Sconcerto", ci immergiamo in un campo di esplorazione e condivisione dove scomposto non significa sgraziato, dove possiamo esserci. A gran voce, in silenzio o in altro modo. E’ l'invito a un gioco tra presenza, disaccordo e libertà di espressione. Attraverso questo viaggio, ci poniamo la domanda: come può lo sconcerto donare bellezza? Proviamo a rispondere, in leggerezza, lasciandoci guardare.
Il lavoro si ispira al percorso Swollen Bodies condotto dall’autore negli ultimi 4 anni partendo dalle azioni di Collaboraction Kids nel 2020 fino alla residenza di Scambio Bassano-Quebec del 2023. Il processo di ricerca ha portato l’attenzione dell’autore sull’esplorazione della libertà di espressione e la vitalità che si genera dal non essere sempre in accordo, e nello stato di presenza in cui non esiste mai uno zero assoluto che muove la danza. L’idea che si è generata è quella di accompagnare gruppi diversi in un tempo di danza, con un pubblico da cui si lascia guardare in ciò che c’è, già parte di una condizione poetica e democratica.
Matteo Marchesi è un artista italiano impegnato come performer e coreografo. Dopo gli studi di danza e di scenografia e costume continua il suo percorso di ricerca con artisti internazionali. Ha lavorato con autori quali Riccardo Buscarini e Cora Kroese, e come assistente coreografo ai lavori di comunità di Virgilio Sieni. Lavora come performer per Silvia Gribaudi. Focalizza il suo lavoro sul corpo, l’espressione e il movimento attraverso pratiche di improvvisazione e di gioco. I progetti di comunità e multidisciplinari sono parte fondante del suo processo poetico che si nutre di diversità di corpi e sguardi.
ingresso da Borgo Treviso 48
Esibendo il biglietto di ingresso allo spettacolo è possibile visitare gratuitamente il Parco dalle 17 alle 19.
Summary: Una nuova sfida per i dancers che abitano ogni settimana gli spazi di Villa Parco Bolasco, accompagnati dalle insegnanti locali e dal coreografo Matteo Marchesi
Coreografo: Matteo Marchesi Assistente alla coreografia: Elena Sgarbossa Interpreti: Gruppo DanceWell Castelfranco Veneto Styling: Matteo Marchesi Produttori/Co-produttori: Zebra, Operaestate Festival Veneto
Per la seconda volta in scena, la comunità dei Dance Well Dancers di Castelfranco Veneto, attiva nella pratica da inizio 2022, è impegnata nella nuova creazione guidata dal coreografo Matteo Marchesi: S. Concert.
"Un po' sconcerto" è un progetto di performance che si sviluppa, all'interno della comunità DanceWell di Castelfranco Veneto, fondendo improvvisazione ed espressività individuale attraverso il movimento, l’ascolto e l'uso della maschera. Questo lavoro ricerca una grazia scompigliata e la bellezza dell'individualità scomposta verso una poesia vivace che si espande. In "Un Po' Sconcerto", ci immergiamo in un campo di esplorazione e condivisione dove scomposto non significa sgraziato, dove possiamo esserci. A gran voce, in silenzio o in altro modo. E’ l'invito a un gioco tra presenza, disaccordo e libertà di espressione. Attraverso questo viaggio, ci poniamo la domanda: come può lo sconcerto donare bellezza? Proviamo a rispondere, in leggerezza, lasciandoci guardare.
Il lavoro si ispira al percorso Swollen Bodies condotto dall’autore negli ultimi 4 anni partendo dalle azioni di Collaboraction Kids nel 2020 fino alla residenza di Scambio Bassano-Quebec del 2023. Il processo di ricerca ha portato l’attenzione dell’autore sull’esplorazione della libertà di espressione e la vitalità che si genera dal non essere sempre in accordo, e nello stato di presenza in cui non esiste mai uno zero assoluto che muove la danza. L’idea che si è generata è quella di accompagnare gruppi diversi in un tempo di danza, con un pubblico da cui si lascia guardare in ciò che c’è, già parte di una condizione poetica e democratica.
Matteo Marchesi è un artista italiano impegnato come performer e coreografo. Dopo gli studi di danza e di scenografia e costume continua il suo percorso di ricerca con artisti internazionali. Ha lavorato con autori quali Riccardo Buscarini e Cora Kroese, e come assistente coreografo ai lavori di comunità di Virgilio Sieni. Lavora come performer per Silvia Gribaudi. Focalizza il suo lavoro sul corpo, l’espressione e il movimento attraverso pratiche di improvvisazione e di gioco. I progetti di comunità e multidisciplinari sono parte fondante del suo processo poetico che si nutre di diversità di corpi e sguardi.
ingresso da Borgo Treviso 48
Esibendo il biglietto di ingresso allo spettacolo è possibile visitare gratuitamente il Parco dalle 17 alle 19.
Summary: Una nuova sfida per i dancers che abitano ogni settimana gli spazi di Villa Parco Bolasco, accompagnati dalle insegnanti locali e dalla coreografa Masako Matsushita.
concept Masako Matsushita creazione Masako Matsushita, Beatrice Bresolin e Dance Well Dancers in scena Franca Baraldo Bianca Carlesso Antonella Gallo Mario Pomero, Ida Quaggiotto Elisabetta Schioppetto Marisa Strappazzon
assistente alla coreografia Beatrice Bresolin creative producer Stefania Mangano Co-produzione Operaestate Veneto e Fattoria Vittadini Un ringraziamento speciale a Paolo Vachino
Coproduzione OE – Prima Nazionale
Prenotazione obbligatoria
Per la prima volta in scena, la comunità dei Dance Well Dancers di Castelfranco Veneto, attiva nella pratica da inizio 2022, è impegnata nella nuova creazione guidata dalla coreografa Masako Matsushita: Cocoon. Nata dal prezioso tempo passato insieme ad esplorare luoghi conosciuti e non, a condividere pensieri e storie, a perdersi nel linguaggio della danza e nelle sue possibilità; a sfidare i limiti trovando comodità nella scomodità, ad ascoltare musica del passato unita ai suoni del presente, immaginando quelli del futuro. Una creazione, frutto di una intensa collaborazione, dove ognuno ha portato una parte di sé, condividendo una storia ed elaborando materiali e dove Masako Matsushita ha cucito insieme le ‘opere d’arte danzanti’ che mano a mano si rivelavano dai corpi straordinari dei Dance Well Dancers. Cocoon è così risultato, nello stesso tempo, un abbraccio, una transizione nata da un gesto affettuoso, un senso di protezione che dovrà abbandonarci prima o poi, accompagnandoci verso un altro pianeta. Artista multidisciplinare italo-giapponese, Masako Matsushita si occupa di analisi del movimento attraverso processi di ricerca, progetti coreografici, installazioni performative e interazione comunitaria. Esplora la presenza del corpo nello spazio con l’obiettivo di generare architetture per creare comunità attraverso: sensi, partiture, mappe, indagando la connessione tra cultura ed estetica, identità e tradizione, dispositivi virtuali e pratiche sensoriali.
Esibendo il biglietto di ingresso allo spettacolo è possibile visitare gratuitamente il Parco dalle 17 alle 19.