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ELIOT QUARTETT

Centuries

ELIOT QUARTETT

Centuries

05 Agosto 2026 | 21.00
Chiostro del Museo Civico,
Bassano del Grappa
Prezzo unico € 15

Accessibilità



Luogo alternativo
in caso di maltempo
Teatro Remondini

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Eliot Quartett
Maryana Osipova violino
Alexander Sachs violino
Dmitry Hahalin viola
Michael Preuß violoncello

programma
Ludwig van Beethoven

Grande fuga in si bemolle maggiore per quartetto d'archi, op. 133
Ouverture. Allegro – Allegro – Fuga
Pavel Haas
2° quartetto "Dai Monti delle Scimmie"

Ludwig van Beethoven
Quartetto per archi n. 9 in do maggiore, op. 59 n. 3 “Razumovsky”
Introduzione. Andante con moto. Allegro vivace
Andante con moto quasi Allegretto
Minuetto (grazioso). Trio
Allegro molto

Fondato a Francoforte nel 2014, nel corso dei suoi 10 anni di attività l’Eliot Quartett si è affermato come uno degli ensemble di punta sulla scena internazionale del quartetto d’archi. Dopo aver ottenuto riconoscimenti in concorsi internazionali, nella stagione 2024/2025 realizzano un sogno: eseguire tutti i quartetti per archi di Šostakovič. Il Quartetto prende il nome dallo scrittore americano T.S. Eliot, che trasse ispirazione dai quartetti per archi di Ludwig van Beethoven.
Il programma prende avvio proprio con Beethoven e la sua Grande Fuga dove il compositore, giunto al ciclo degli ultimi quartetti, raggiunge uno degli esempi più alti della polifonia strumentale d'ogni tempo.
E’ una delle pagine più avveniristiche di Beethoven che si impone sia per la concezione del suono aggressiva e materica, e sia per l’invenzione formale di una inedita sintesi tra fuga e sonata.
Segue il compositore moravo Pavel Haas e la sua From the Monkey Mountains che lui stesso definì come "un'opera spensierata dominata dall'impeto del movimento”. Fu tra i musicisti ebrei deportati nel famigerato campo di concentramento di Terezín, e assasinato ad Auschwitz.
E infine ancora Beethoven con il Terzo dei Quartetti che vanno sotto il nome di "Razumowsky", dall’aristocratico russo che commissionò l’intero ciclo. Caratterizzato da un’energia radiosa, si distacca dalle tensioni drammatiche dei due quartetti precedenti e culmina in travolgente Allegro molto che spinge gli archi verso vette di virtuosismo ed espressività rivoluzionarie.