DAVIDE ENIA
Autoritratto
DAVIDE ENIA
Autoritratto
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Luogo alternativo
in caso di maltempo
Teatro Remondini
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di e con Davide Enia
musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri
luci Paolo Casati
suono Francesco Vitaliti
si ringrazia Antonio Marras per gli abiti di scena
una coproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Accademia Perduta Romagna Teatri, Spoleto Festival dei Due Mondi
Davide Enia arriva in scena con un autoritratto intimo e collettivo che riavvolge il filo sulle vicende di Cosa Nostra avvenute in Sicilia, e in particolar modo a Palermo, attraverso un’accurata analisi personale e collettiva lunga più di 30 anni.
Parte dall’esplosione che a Capaci uccise il giudice Giovanni Falcone, fino ad arrivare al rapimento e l’omicidio di Giuseppe di Matteo, il bambino figlio di un collaboratore di giustizia. L’artista stesso ci narra che gli strumenti linguistici usati per affrontare questo lavoro sono quelli che il vocabolario teatrale ha costruito a Palermo: il corpo, il canto, il dialetto, il pupo, la recitazione, il cunto. È dentro questo linguaggio circoscritto che questo problema linguistico va affrontato, sviscerato, interrogato, risolto. Questo lavoro è una tragedia, una orazione civile, un processo di autoanalisi personale dell’artista e condiviso, un confronto con lo Stato, una serie di domande a Dio in persona.
Questo lavoro è un autoritratto al contempo intimo e collettivo.