ANAGOOR - LUCA ALTAVILLA
Povero diavolo - mal detto Arlecchino
ANAGOOR - LUCA ALTAVILLA
Povero diavolo - mal detto Arlecchino
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di Simone Derai, Luca Altavilla
con Luca Altavilla, Marco Menegoni
regia Simone Derai
sound design Mauro Martinuz
dramaturg Sergia Adamo, Lisa Gasparotto
maschera Alessandra Faienza
costumi Simone Derai, Sara Favero
scene Simone Derai, Elisabetta Ferrandino
prodotto da Thymele soc. coop. impresa culturale e creativa con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia
Prima nazionale
Il nuovo lavoro di Anagoor con Luca Altavilla è un canto all’attore, al briccone, al folle. Qui Arlecchino non è soltanto una maschera, ma un personaggio-uomo che interroga il presente: cosa può dirci ancora Arlecchino in un secolo tragico? Nel corso della storia lo ritroviamo a guidare la schiera dei morti nei panni del demone Herlechinus, per poi entrare nel folklore medievale, legato al mondo delle superstizioni e dell’aldilà, fino ad assumere tratti del buffone nella tradizione letteraria.
Dal Cinquecento Arlecchino entra in scena nella Commedia dell’Arte come servo vivace, spensierato, allegro, talvolta diabolicamente astuto ma la sua maschera nera conserva l’eco del demonio medievale, capace di suscitare insieme paura e gioia.
E arriviamo d’un balzo al Novecento. Arlecchino è l'ultimo uomo prima dell’omologazione di massa, Picasso lo utilizza come emblema di una poetica di resistenza dell'individuo contro la tragedia del presente. Enrico Baj nei Funerali dell’anarchico Pinelli inserisce un Arlecchino scomposto, frantumato ma ancora riconoscibile. Dunque Arlecchino non muore, ma si ricompone, ricuce i pezzi delle tragedie del passato dentro alla tragedia del (nostro) presente.