Summary: Partendo dalla visione dei video tutorial che circolavano in formato VHS, il collettivo ha costruito un database di sequenze coreografiche.
Data evento: 19-08-2023
Dove: Teatro Remondini
Prezzo: € 5
Orario: 21.00
idea Parini Secondo x Bienoise coreografia Parini Secondo liberamente ispirata a contenuti online con Camilla Neri, Martina Piazzi, Francesca Pizzagalli musica Alberto Ricca/Bienoise
con il supporto di Mastronauta Omegna, Comune di Verbania, Fondazione Comunitaria VCO
Speeed è un progetto coreografico e musicale che prende avvio da una ricerca artistica sui fenomeni dell’Eurobeat e dello stile di danza Para Para, diffuso negli anni 90 nei club di Tokyo. Partendo dalla visione dei video tutorial che circolavano in formato VHS, il collettivo ha costruito un database di sequenze coreografiche, poi rielaborate in Speeed e riadattate alla musica originale scritta da Alberto Ricca/Bienoise.
Ispirandosi ai gesti sovraeccitati dei ritmi Eurobeat, le danzatrici creano una coreografia in cui movimenti e combinazioni di gesti ispirati all’animazione giapponese, coinvolgono il pubblico in un turbinio di entusiasmo, riportandolo direttamente nei club della Tokyo degli anni ’90, gettando una nuova luce sul tema del repertorio e sull’uso di internet come un grande archivio accessibile a chiunque.
Summary: Olga Dukhovnaya proposes a personal version of Swan Lake, and transforms the ballet into a contemporary performance.
Data evento: 18-08-2023
Dove: CSC San Bonaventura
Prezzo: € 5
Orario: 16.30
Tipologia: Danza
Prima Nazionale
coreografia Olga Dukhovnaya liberamente ispirato al balletto su musica di di Pyotr Tchaikovsky intepretazione Olga Dukhovnaya, Alexis Hedouin suono Anton Svetlichny luci e costumi Guillaume Jouin, Marion Regnier supporto François Maurisse produzione C.A.M.P. coproduzione le Quartz – Scène Nationale de Brest ; Au bout du plongeoir & la Coopération Nantes-Rennes- Brest-Rouen – Itinéraires d’artiste(s). con il sostegno di Rencontres chorégraphiques internationales de Seine-Saint-Denis e DRAC Bretagne. Selezione Aerowaves 2023
In Swan Lake Solo non ci sono né cigni né principesse: in questa versione, nata dalla collaborazione con il compositore Anton Svetlichny, la coreografa di origine ucraina
Olga Dukhovnaya, propone una personale versione de Il Lago dei Cigni, e trasforma il balletto in una performance contemporanea. Una performance che non riprende l’assolo più famoso della principessa Odette, né riadatta in chiave contemporanea il balletto di Tchaikovsky, ma che nasce dalla consapevolezza dell’utilizzo che la politica fa di questo balletto, trasmesso in televisione ogni volta che le notizie si fanno più difficili o problematiche. Nato da un progetto più ampio bloccato dalla pandemia, il solo riceve la spinta finale con l’inizio della guerra in Ucraina: la coreo-
grafa decide di riunire tutto il corpo di ballo in un solo corpo – il proprio – e di costruire un solo che parli di una libertà fatta di gioia e piacere.
Da La notte poco prima delle foreste di Bernard-Marie Koltès Cura, regia Babilonia Teatri Traduzione Francesco Bergamasco Adattamento in dialetto veronese Enrico Castellani Traduzione LIS Daniel Bongioanni Con Enrico Castellani e Daniel Bongioanni Collaborazione scientifica Jean Paul Dufiet Musica live e sound design Giovanni Frison Light design Luca Scotton Consulenza accessibilità Ass. Fedora Interprete LIS Andrea Consolaro Co-produzione Pergine Spettacolo Aperto, OperaEstate Festival, Teatro Scientifico di Verona Con il sostegno di Fondazione CARITRO In collaborazione con l’Università degli Studi di Trento
“La notte poco prima delle foreste” di B. M. Koltès, porta in scena un incontro tra lingue. Tra francese, italiano e dialetto. Tra lingua scritta e orale. Tra LIS e musica elettronica. Un attore, un performer LIS e un musicista danno vita a una creazione ibrida dove le differenze convivono. Le differenze attraversano la scrittura di Koltes e abitano la scena. Una sfida culturale per forgiare un teatro dove le differenze esplodano per potenziarsi a vicenda.
"La notte poco prima delle foreste è un totem al quale ci avviciniamo con slancio e timore insieme, per dare vita a un corpo a corpo con le parole, per sussurrarle e gridarle insieme. Non avremmo avuto l’ardore di metterci in bocca le parole di Koltès senza prima averle masticate, digerite e risputate fuori attraverso la nostra lingua madre: una lingua sporca, a metà strada tra lo slang e il dialetto: la lingua della pancia, dell’istinto, dell’umore, dell’amore, della verità, del non mediato. La durezza e la poesia della lingua madre ci permettono di aderire a Koltès: di sporcare le parole, di assegnargli un ritmo e un suono che ci appartengono, quello della strada, dello straniero, dell’amore."
Due voci per un monologo: una parlata ed una segnata. Due voci che si contrappongono, si incontrano e si moltiplicano: che si fanno voce sola, che si fanno unisono, che si fanno mondo. Due voci a dialogare con una terza voce: la voce della musica elettronica suonata live sulla scena. Un gioco di specchi in cui lingue diverse si intrecciano e dialogano tra loro.
Summary: Nuttata è la traduzione in napoletano del monologo scritto nel 1977 da Bernard-Marie Koltès La nuit juste avant les forêts, in italiano La notte poco prima delle foreste.
Data evento: 24-08-2024
Dove: Palazzo Sturm
Prezzo: unico € 8 - fuori abbonamento
Orario: 17.00
Tipologia: Teatro
Co-produzione OE - Prima Nazionale
Traduzione e adattamento de La nuit juste avant les forêts di Bernard-Marie Koltès A E. M., per la grazia che mi ha donato A E. M., per le parole che ci ha donato A E. M., per la libertà e irriverenza che ci ha donato A E.M., per tutto quello che – almeno io- non so dire ancora con le parole Traduzione e scrittura: Domenico Ingenito Lettura: Domenico Ingenito coproduzione Interno5, OperaEstate Festival.
Nuttata è la traduzione in napoletano del monologo scritto nel 1977 da Bernard-Marie Koltès La nuit juste avant les forêts, in italiano La notte poco prima delle foreste, il testo racconta l’incontro di uno straniero con uno sconosciuto visto camminare lungo la strada. Il monologo è scritto dall’autore francese con una lingua che appartiene e sembra essere “derubata” più alla poesia (Shakespeare su tutti) che al “parlato quotidiano”. Il protagonista racconta del suo sentirsi estraneo, dell’emarginazione, del suo bisogno d’amore e della sua condizione di emigrato dalla sua terra d’origine. La traduzione in napoletano, dialetto e lingua d’elezione del teatro italiano, è stata fatta dal traduttore Domenico Ingenito (autore e attore) seguendo due processi diversi e vicini fra di loro: in un caso, dopo la lettura del monologo di Koltès in italiano, il traduttore ha letto e tradotto dal francese il testo di Bernard-Marie Koltès in maniera “letterale” grazie all’ausilio di una docente di francese e nell’altro caso, interrogandosi sulla natura del personaggio protagonista del monologo francese, che sembra essere, anzi è un “ragazzo di vita” che vive ai margini di una città, in stazione, ha interrogato nella sua vita reale i “ragazzi di vita” della stazione di Napoli, chiedendo loro di leggere parti o estratti del testo di Koltès in italiano e in ultimo, con il suono della loro voce che il traduttore registrava nella sua mente durante questi incontri, ha portato a termine la traduzione e riscrittura del monologo francese.
Domenico Ingenito nasce a Eunapolis in Brasile nel 1989. Già da piccolo scopre la sua vocazione teatrale, ha una formazione da autodidatta frequentando i grandi maestri della scena europea come Krystian Lupa, Letizia Russo, Enzo Moscato. Lavora come attore, drammaturgo e regista a Napoli. Il progetto “Nuttata” su Koltes con Sebastiano Cautiero alla drammaturgia delle luci ha avuto la menzione speciale del Teatro Stabile di Napoli per il Premio Leo De Berardinis.
riscrittura e traduzione di “La nuit juste avant les forêts” di Bernard-Marie Koltès traduzione e adattamento Giuseppe Massa con Dario Mangiaracina, Giuseppe Massa musiche Dario Mangiaracina
Uno straniero ferma uno sconosciuto sotto la pioggia. Attraverso un flusso notturno di parole conosciamo la sua solitudine, le sue speranze, i suoi sogni, il suo obiettivo. L’incontro tra i due uomini rende manifesta l’impossibilità di comunione tra esseri umani nella società contemporanea.
La notte poco prima delle foreste è un testo che dà le vertigini, privo di punteggiatura, una cascata sintattica che mi ha rimandato alla beat generation, al bebop e alla musica pop. Le tematiche universali e contemporanee di cui è intriso affiorano in maniera nitida: perdita d’identità, emarginazione, assenza di amore. Durante la traduzione ho provato a non tradire l’autore per quanto concerne il ritmo del testo; i vocaboli e i modi di dire sono invece quelli delle strade più buie e abbandonate della mia città, quelle con le quali penso e parlo quando la logica e la razionalità vanno a farsi fottere e ti ritrovi tra umani in cerca di comunione. Si può essere stranieri anche nella propria nazione, si può morire di solitudine anche nell’era della comunicazione e dei social.
Giuseppe Massa si forma con Claudio Collovà, Antonio Latella, Franco Scaldati e Matteo Bavera. Nel 2006 fonda insieme a Fabrizio Ferracane e Giuseppe Provinzano la compagnia Sutta Scupa. I suoi spettacoli vengono ospitati in Francia, Germania, Austria, Romania, Polonia, Grecia, in festival e teatri italiani. Dal 2015 cura la regia degli spettacoli multiculturali di Sutta Scupa. Nel 2019 è ospite dell’Università di Melbourne dove dirige, presso l’associazione per donne rifugiate Wellsprings, un workshop su Antigone Power di Ubah Ali Farah. L’anno scorso inizia un percorso di ricerca sul mito di Medea.
Dario Mangiaracina è polistrumentista e compositore palermitano, co-fondatore della band La rappresentante di lista, autore e interprete delle canzoni che hanno dato successo al progetto con Veronica Lucchesi. Si forma in teatro partecipando ai laboratori condotti da Emma Dante, Danio Manfredini, Franco Scaldati. Con la band ha pubblicato quattro dischi, ha partecipato al Festival di Sanremo con “Amare” e poi con “Ciao Ciao”. La loro musica ha fatto il giro del mondo grazie a Paolo Sorrentino che li ha voluti nella colonna sonora di New Pope e nella serie The white lotus. È autore di canzoni per interpreti come Patty Pravo, Fiorella Mannoia, Elettra Lamborghini. L’anno scorso collabora con Giuseppe Massa nella realizzazione di una performance ispirata a “Indovina Ventura” di Franco Scaldati.