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DAVIDE ENIA

Autoritratto

DAVIDE ENIA

Autoritratto

16 Luglio 2026 | 21.20
Teatro al Castello "Tito Gobbi",
Bassano del Grappa
Prezzo intero € 15 / ridotto € 12

Accessibilità



Luogo alternativo
in caso di maltempo
Teatro Remondini

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di e con Davide Enia
musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri
luci Paolo Casati
suono Francesco Vitaliti
si ringrazia Antonio Marras per gli abiti di scena
una coproduzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Accademia Perduta Romagna Teatri, Spoleto Festival dei Due Mondi

Davide Enia porta in scena un autoritratto intimo e collettivo che riavvolge il filo sulle vicende di Cosa Nostra avvenute in Sicilia, e in particolar modo a Palermo attraverso un’accurata analisi personale e collettiva lunga più di 30 anni. Partendo dall’esplosione che a Capaci uccise il giudice Giovanni Falcone, fino ad arrivare al rapimento e l’omicidio di Giuseppe di Matteo, il bambino figlio di un collaboratore di giustizia.
«Affrontare per davvero Cosa Nostra – racconta Davide Enia – significa iniziare un processo di autoanalisi. Non volere quindi capire in assoluto la mafia in sé, quanto cercare di comprendere la mafia in me.» Intrecciando cunto e parole, corpo e dialetto, «gli strumenti che il vocabolario teatrale ha costruito nella mia Palermo», Enia esplora quella che definisce la nevrosi dei suoi concittadini nei confronti della criminalità organizzata: «Per diverse ragioni, da noi la mafia è stata minimizzata, sottostimata, banalizzata, rimossa o, al contrario, mitizzata. Ovvero: non è mai stata affrontata per quello che è.» Lo spettacolo racconta i continui incontri con Cosa Nostra: i cadaveri incontrati per strada, le persone conosciute uccise dalla mafia, le bombe in città, l’apparizione del male, «il sacro nella sua declinazione di tenebra», alla quale l’artista risponde con «un lavoro che è una tragedia, un’orazione civile, una interrogazione linguistica, un processo di autoanalisi personale e condiviso. Un autoritratto al contempo intimo e collettivo.»